DOMANDATE PACE PER GERUSALEMME
Dopo la Via Crucis di venerdì scorso, con la quale, rispondendo all’appello dei Vescovi italiani – ma soprattutto ad uno spontaneo impulso interiore – abbiamo digiunato e invocato la pace per i popoli del Medio Oriente, precipitati in una spirale di violenza inenarrabile, che rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie e dalle conseguenze incalcolabili, con il nostro ultimo appuntamento quaresimale vogliamo collocarci in una maniera meno superficiale dentro il contesto storico, politico e anche religioso della Palestina, per provare a capire le vicende – terribili, sanguinose e ingiustificabili – che oggi coinvolgono non solo l’area del “campo di battaglia” ma ogni angolo del villaggio globale. Lo scenario, nelle immagini trasmesse dai mass-media, è sconvolgente. E tende a degenerare di giorno in giorno.
Abbiamo chiesto, perciò, al dott. Gianpiero Goffi, giornalista, storico, ricercatore e critico letterario, di introdurci nelle delicatissime dinamiche che, dalla costituzione dello Stato d’Israele dopo la seconda guerra mondiale fino ad oggi, hanno segnato il destino di quella che, paradossalmente, noi Cristiani chiamiamo “Terra Santa”. “Santa” perchè abitata da Gesù, che ne ha percorso le strade, visitando città e villaggi, predicando alle folle la buona notizia, raccogliendo attorno a sé i Dodici… “Santa” perchè consacrata da una “promessa divina”: ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe. Ai grandi Patriarchi degli Ebrei, dei Cristiani e dei Mussulmani. Attualmente in conflitto tra loro. In una guerra, a tutti gli effetti, “fratricida”. Il titolo del quarto Quaresimale non a caso suona così: “Domandate pace per Gerusalemme”, evocando un versetto del biblico salmo 121, con il quale il passato e il presente della Palestina vengono idealmente legati in un’unica accorata invocazione, che è anche una provocazione e un grido di speranza. Ovviamente per “Gerusalemme” non si intende solo la capitale dello Stato di Israele: è, piuttosto il simbolo spirituale della “città di Dio”, cioè di una umanità riconciliata nel nome del Vivente.
Goffi farà cenno anche al memorabile pellegrinaggio di papa Paolo VI in Terra Santa, dal 4 al 6 gennaio 1964, a pochi mesi dalla sua elezione al pontificato: un viaggio che gli storici considerano uno degli eventi più significativi e importanti del Novecento. Era la prima volta in assoluto, infatti, che un pontefice (se si esclude l’apostolo Pietro, originario della Palestina e martirizzato a Roma) si recava là dove il Cristianesimo ha avuto origine. Papa Montini il 4 dicembre 1963 annunciò ai Vescovi di tutto il mondo, riuniti a Roma per il Concilio Vaticano II, la sua decisione di recarsi pellegrino a Gerusalemme: per “domandare pace”, per invocarla da Dio e dagli uomini, nei “luoghi santi” e nell’orbe terraqueo. Il viaggio si rivelò straordinariamente “benedetto”: visitando Gerusalemme, Nazareth e Betlemme, Paolo VI implorò, con una insistenza ossessiva, la pace tra le religioni e tra le nazioni. Compiendo anche alcuni gesti fino ad allora inimmaginabili, di un’audacia da provocare i brividi: l’abbraccio, sul Monte degli Ulivi, con il patriarca ecumenico ortodosso di Costantinopoli Atenagora, dopo nove secoli di scisma e di scomuniche reciproche. Un avvenimento che ebbe una sorprendente risonanza mediatica: il piccolo ma ardito passo di riconciliazione, infatti, si rivelò un balzo da gigante nella storia della Chiesa, specialmente in termini di guarigione dallo scandalo della divisione tra Cattolici e Ortodossi. Anche nei suoi “frettolosi” incontri con i rappresentanti politici israeliani e palestinesi il papa parlò di pace, di convivenza fraterna tra popolazioni di razze, fedi e culture diverse. Un’utopìa che, a oltre sessant’anni di distanza, rimane purtroppo un’utopìa.
Dopo l’aggressione cruenta perpetrata il 7 ottobre 2023 nella Striscia di Gaza da parte dei miliziani di Hamas, lo Stato di Israele sta conducendo una guerra violentissima, motivata ufficialmente dalla necessità di sradicare il terrorismo, producendo, in realtà, un numero inaudito e inaccettabile di vittime innocenti tale da rasentare il genocidio. Complice l’attuale Governo degli Stati Uniti, con la recente aggressione all’Iran, si sta profilando agli occhi dell’umanità «una tragedia di proporzioni enormi – sono parole di Leone XIV all’Angelus dell’ 8 marzo scorso – che esige da tutti la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile!». L’incontro con il dott. Goffi è per giovedì 19 marzo (ore 20.45) nella Sala della Comunità: indispensabile per capire…
Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2026