LA PAROLA AL PARROCO, 23 agosto 2026

CHE BELLO… L’ORATORIO !

Che bello quando un calciatore professionale, ormai adulto, non dimentica il campo polveroso e malandato dell’Oratorio sul quale ha sferrato i primi calci al pallone, ed offre la sua disponibilità a «fare qualcosa per rivivere lo spirito di allora». Che bello quando, militando in associazioni sportive “laiche”, un allenatore trasmette alla sua squadra di giovanissimi esordienti gli stessi valori e lo stesso stile che ha maturato in Oratorio, e si lascia guidare dalla “passione educativa” piuttosto che dall’ossessione per il risultato in classifica. Che bello quando un adolescente di 15 anni ti chiede di poter “fare l’animatore al Grest” perchè «a me l’estate in Oratorio piace troppo!». Quanta bellezza c’è nelle confidenze di due fidanzati che, mentre si preparano al matrimonio, ti raccontano come il loro “impegno” in Oratorio li abbia aiutati nel cammino di fede e «a fare le scelte giuste per la loro vita». Quanta emozione provo ogni volta che un sacerdote “fresco di ordinazione” ringrazia, per la sua vocazione, i preti del suo Oratorio, innamorati del loro ministero, testimoni di un entusiasmo senza misura. Che spettacolo quando un papà porta il proprio bambino all’Oratorio e carica le parole di superlativi per raccontargli che quello è un posto specialissimo e che tra quelle mura ha investito la sua giovinezza negli ideali più alti… Che meraviglia quando, in Oratorio, pensionati e anziani, uomini e donne, fanno a gara per assicurare i turni al bar, la pulizia dei cortili, la manutenzione delle attrezzature, l’attenzione su tutto… E come non riconoscere il privilegio che è, in mezzo ai nostri figli e figlie, disorientati “quanto basta” da perdersi tra il virtuale e il consumo, la presenza di un Vicario esigente e propositivo – e qualche volta perfino simpatico – dedicato totalmente a loro? Quanto mi commuove constatare, in ciascuno dei nostri tre paesi, il desiderio di tenere vivo, ostinatamente, il proprio Oratorio: di vederne “abitati” gli ambienti, frequentati gli spazi del gioco e della formazione, valorizzate le originalità e le tradizioni.

Che bello, però, quando i bambini, i genitori, gli adolescenti e i giovani di tre parrocchie si lasciano coinvolgere per “sognare” insieme un’unica Comunità oratoriana! Quale altra grazia potrei invocare dal Cielo se gli adulti, i catechisti, gli educatori delle nostre tre “cittadelle” vivessero come una risorsa, e non come una frustrazione, la vocazione all’unità e decidessero di credere finalmente al cammino di condivisione, di partecipazione e di speranza cui ci chiama oggi la Chiesa per l’accoglienza e l’accompagnamento della nostra gioventù all’incontro con Cristo? Sì, anche se stiamo muovendo pochi passi e piuttosto incerti, confessiamo il desiderio che la “Festa dell’Oratorio” sia, gradualmente ma inequivocabilmente, sempre più unitaria e, quindi, unitiva.

Appositamente il programma dell’edizione di quest’anno offre una grande varietà di proposte per tutte le età: dalla cucina allo sport, dalla testimonianza all’intrattenimento musicale, dal gioco alla preghiera… Partiremo sabato 29 agosto sintonizzandoci sulla lunghezza d’onda dello Spirito con uno spazio di adorazione eucaristica, e concluderemo martedì 8 settembre con l’incontro (recuperato dallo scorso 26 febbraio) con don Maurizio Patriciello, profeta di pace e di giustizia nella “Terra dei fuochi”, che, più volte minacciato di morte, vive “sotto scorta” la sua lotta contro la corruzione, la prepotenza e l’arroganza dei malavitosi. In mezzo ai due appuntamenti (29 agosto – 8 settembre) è calendarizzato il meglio che si possa desiderare, e perfino immaginare, per una “Festa dell’Oratorio”: i Revival del Grest e dei Campi in montagna, la “Serata tirolese” con il Concerto degli Alpini, l’intrigante “Cena con delitto”, la “Serata country” con il gruppo “Cripple Creek Band”, i giochi “Parrocchie senza frontiere”, la “Serata pop-rock” con il complesso (dei complessati) “Ricchi&Onerosi”.

Purtroppo, per colpa di quell’antipatico rompiscatole dell’Arciprete, anche quest’anno non sarà allestita la pista da ballo: perchè – insiste don Angelo testardo come un mulo – «la Festa dell’Oratorio… non è una festa come le altre!». Inutile contraddirlo! Non si smuove.

Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2026