LA PAROLA AL PARROCO, 1 febbraio 2026

LA VITA CONSACRATA… DONO E RIFLESSO DELLA TRINITA’

Lo ha scritto S. Giovanni Paolo II: «La vita consacrata è una delle tracce concrete che la Trinità lascia nella storia perchè gli uomini possano avvertire il fascino e la nostalgia della bellezza divina». Il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio, si celebra la XXX Giornata Mondiale per la Vita Consacrata, istituita da papa Wojtyla nel 1997 dopo il Sinodo dei Vescovi dedicato, per l’appunto, alla vocazione e alla missione degli uomini e delle donne “consacrati”, a coloro, cioè, che sono chiamati a seguire Cristo nella povertà, nella castità e nell’obbedienza: «Con la professione dei consigli evangelici – spiegava il Santo Padre – i tratti caratteristici di Gesù, vergine, povero ed obbediente, acquistano una tipica e permanente “visibilità” in mezzo al mondo, e lo sguardo dei fedeli è richiamato verso quel mistero del Regno di Dio che già opera nella storia, ma attende la sua piena attuazione nei cieli».

Nella nostra Unità Pastorale l’esperienza della “consacrazione a Cristo” si incarna e si “visibilizza” in suor Silvia, che, pur non risiedendo tra noi, tuttavia vive gran parte delle sue giornate nelle nostre Comunità, in mezzo agli alunni della Fondazione “Giuseppe Vescovi”, in Oratorio, con i ragazzi e le ragazze dei percorsi di iniziazione cristiana, condividendo la missione dei catechisti… per non parlare del Grest, dei Campi estivi, dei momenti preghiera e di mille altre occasioni… Per il dono della sua presenza, che interpreta un originale carisma di vita consacrata, splendido e raro, Dio sia sempre benedetto! Anche per i Religiosi e le Religiose, nostri compaesani, generati dal grembo fecondo delle nostre parrocchie, e che ora sono una traccia dell’amore trinitario in qualche angolo del villaggio globale, Dio sia sempre benedetto. Nella mente e nel cuore dei Calcesi è ancora vivo il ricordo di tante Suore di Maria Bambina “transitate” in paese a servizio della Scuola paritaria, della gioventù femminile, della Casa di Riposo: ed è sempre piacevole ascoltare, dalla viva voce dei “testimoni”, gli aneddoti sulla loro amabilità o quelli più “coloriti” sulla loro severità, l’ammirazione per i gesti di carità e gli impeti di devozione, l’ironia per i difetti e certe umanissime magagne… Analoga considerazione vale, ovviamente, per le Suore Passioniste, che per decenni hanno gestito, proprio qui, un importante Istituto Professionale. Nel cimitero di Calcio la Cappella Silvestri custodisce la memoria di tante Sorelle che si sono dedicate ai Calcesi spendendosi fino allo sfinimento. Anche nella cappella del cimitero a Santa Maria una lapide marmorea tramanda alcuni nomi delle Madri Canossiane che, dal 1920 al 1976, si dedicarono “all’educazione cristiana cattolica e civile” della gioventù delle “tre Frazioni”. Come a Pumenengo che, dal 1959 al 1970, ha ospitato le Suore di Gesù Buon Pastore per il servizio all’Asilo infantile e all’Oratorio.

L’obiettivo della Giornata per la Vita Consacrata, però, non si esaurisce nel suscitare gratitudine e nostalgia, ma provoca la preghiera e la responsabilità di tutti: una Comunità cristiana che cerca di vivere in pienezza il Vangelo, infatti, non può non ispirare, ai suoi ragazzi e alle sue ragazze, ai suoi e alle sue adolescenti, sogni “impossibili”, slanci generosi e irrefrenabili entusiasmi… introducendoli, gradualmente ma da subito, a scelte coraggiose e controcorrente: di povertà, di castità e di obbedienza, appunto. Non a caso papa Francesco sollecitava spesso e direttamente i giovani: «Impara dalla meraviglia, coltiva lo stupore, e soprattutto sogna. Non avere paura di sognare. Sogna. Sogna un mondo che ancora non si vede. Il mondo, infatti, cammina grazie allo sguardo di uomini che hanno sognato. Vivi, ama, sogna, credi! Dio ti raggiunge anche oggi con il suo invito sorprendente: “Sii il mio sogno, sii parte del mio Regno, non spaventarti mai, perchè io sarò sempre con te!”». E’ vero: tutta la Chiesa, da discepola del Signore, deve essere, come Maria, povera, casta e obbediente. Ma il popolo di Dio ha bisogno di incontrare “visibilmente” i “tratti caratteristici di Gesù vergine, povero e obbediente” in un preciso progetto di vita. Ecco perchè esistono i “consacrati” in una sbalorditiva varietà di carismi ispirati dall’unico Spirito: con la loro testimonianza essi sono “l’epifanìa dell’amore di Dio nel mondo”. Dono e riflesso della Trinità.

Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2026