LA PAROLA AL PARROCO, 15 febbraio 2026

POTENZA DELLA COMBINATA… DIGIUNO-PREGHIERA

Il Mercoledì delle “Sacre Ceneri” entreremo nel deserto quaresimale ricevendo sul capo il segno penitenziale della “polvere”: che non solo ci richiama alla nostra condizione di radicale precarietà – come esige il linguaggio liturgico – ma rappresenta simbolicamente anche la “polvere di morte” che, sollevandosi dalle macerie dell’Ucraina, della Palestina, del Sudan, del Congo, della Siria, dello Yemen e di tante altre zolle insanguinate della Terra, brucia gli occhi e soffoca il respiro.

“Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai!”: queste parole, che gli antici maestri spirituali definivano “memoria mortis” (memoria della morte) sono indirizzate a tutti indistintamente, ai ricchi e ai poveri, ai dotti e agli analfabeti, ai furbi e agli ingenui, ai preti e ai laici, ai sovrani e ai loro sudditi, ai governanti e ai loro popoli… e soprattutto a chi si arroga il diritto di “polverizzare” gli altri, ovvero ai Putin, ai Trump, ai Netanyahu, agli ayatollah Khamenei di turno, ai fautori dell’odio armato e perfino ai terroristi delle parole che feriscono e uccidono…

Aprendo il cammino quaresimale nelle nostre Comunità non potremo, quindi, fare a meno di immedesimarci nel grido di dolore che si eleva dalle popolazioni devastate dalla guerra, dalla violenza, dalla prepotenza e dall’ingiustizia. Al segno della cenere assoceremo quello non meno eloquente del digiuno: per esprimere disponibilità all’opera di liberazione con la quale lo Spirito Santo demolisce in noi l’uomo “vecchio” per ricostruire il “nuovo” ad immagine e somiglianza di Gesù. Resisteremo alle pretese della “pancia” – che spesso sovrasta il cervello e la coscienza nelle decisioni e nella gestione delle emozioni – non per punirci, ma per educarci. Anche se limitarci negli alimenti non sarebbe nulla senza “digiunare ad ogni male”. Soprattutto se non abbiamo intenzione di “digiunare dalle passioni”, in specie dalla maldicenza, con la quale divoriamo le carni del nostro prossimo.

Scrive il santo vescovo di Ninive Isacco il Siro (+ 700): «Lascia che gli altri ti calunnino, ma tu non calunniare… Stendi il tuo mantello su colui che cade nell’errore e coprilo. Se poi non puoi assumerti la colpa e ricevere l’onta e il castigo al suo posto, non opprimerlo». Bisogna digiunare davvero: non in senso simbolico, ma reale, perché “certi demoni non si vincono se non con la preghiera e il digiuno” (Mt. 17, 21). Già: preghiera e digiuno. Una combinazione invincibile. Esplosiva. Ce lo insegna Gesù. E tutti i grandi direttori d’anime.

Ricordo, come fosse oggi, nel mio pellegrinaggio individuale a Medjugorie, qualche anno fa, l’incontro con suor Emmanuel Maillard – autrice, tra l’altro, di un libro dal titolo intrigante: “Potenza sconosciuta del digiuno” – e le sue parole scandite a chiare lettere e ripetute più volte a scanso di equivoci: «Digiuno e preghiera. Non solo il digiuno: che è scelta da coraggiosi e spiritualmente rigeneratrice. Non solo la preghiera: che è sempre necessaria e mai sufficiente. Ma con il digiuno e la preghiera insieme, insieme… si ottiene tutto da Dio!».

Carissimi, ci attendono i giorni santi del cammino quaresimale: siamo invitati a digiunare in unione mistica con la passione e morte del Signore Gesù… e a pregare in comunione con la sua volontà di redenzione dell’umanità; a combinare insieme, cioè, digiuno e preghiera. Per amore. E non senza fatica.

Anche quest’anno, il Mercoledì delle Ceneri, manifesteremo l’intenzione di compiere il nostro esodo dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio, pellegrinando unitariamente (ragazzi e ragazze, giovani e adulti delle tre parrocchie, popolo di Dio al completo) dalla chiesa arcipretale di Calcio all’antica Pieve. In silenzio. Cioè in ascolto: di Dio e del nostro cuore.

Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio 2026