LA PAROLA AL PARROCO, 21 giugno 2026

S. LUIGI GONZAGA… E LA SFIDA DELLA CASTITA’

Il 21 giugno 1591, nella Roma infestata da una pestilenza che non risparmiava neppure i papi, moriva – stroncato dal contagio per aver portato sulle spalle, fino all’ospedale della Consolazione, un moribondo raccolto qualche giorno prima lungo la strada – il ventitreenne Luigi Gonzaga, primogenito ed erede di Ferrante marchese di Castiglione delle Stiviere (MN) e, nonostante l’opposizione del padre, da oltre un quinquennio felicemente aggregato alla Compagnìa di Gesù. Il novizio gesuita, dunque, lasciava, da “martire della carità”, quella che nell’ultima lettera inviata alla sua “illustrissima madre” definiva “la regione dei morti” (ovvero il mondo) per transitare al “porto di tutte le mie speranze”. Ma san Luigi – che in giovanissima età fece il voto di verginità, intenzionato a viverne fedelmente gli obblighi, suscitando irrisione e compatimento nei suoi “nobili” coetanei – è riconosciuto, da sempre, come il modello di una purezza senza finzioni, guadagnata in una lotta senza quartiere contro le molteplici ed insidiose tentazioni della corte gonzaghesca, famosa per la sfacciata mondanità e i costumi ostentatamente lussuriosi. Campione della carità, dunque, e della castità.

Un modello ancora attuale? Sembrerebbe proprio di sì. Lo dimostrano figure bellissime e luminosissime di giovani come Piergiorgio Frassati, Alberto Marvelli, Sandra Sabattini, Chiara Luce Badano, Carlo Acutis, Marco Gallo (+2011). E tantissimi altri che, anche oggi, anche in mezzo a noi, tra slanci e cadute, non resistono al fascino di una purezza della mente, del cuore e del corpo alternativa, liberante, estenuante ma esaltante, e comunque irrinunciabile: la castità, appunto. Un valore – e perfino una parola – che nella società del nostro tempo sembra interdetto e perfino impronunciabile. E che, nel migliore dei casi, evoca l’eroica rinuncia riservata a vocazioni speciali e rare: ammirevoli ma fuori dal comune. In effetti la continenza sessuale incarna una scelta decisamente originale e trasgressiva. Cui sono chiamati, però, tutti. Tutti coloro, cioè, che credono all’amore e, sia pure in forme e contesti diversi, si confrontano con le sue esigenze: adolescenti, giovani, fidanzati, sposi, vedovi e vedove, celibi laici e celibi consacrati… Inutile negarlo: la castità non costituisce, oggi, un dato culturalmente evidente. Anche se bisogna riconoscere che una tale “inevidenza” rappresenta non solo un ostacolo alla proclamazione del suo valore, ma addirittura una carta a favore, perchè rivela la sorprendente novità del Vangelo, il “non-scontato” della visione cristiana dell’uomo. Dunque, vale la pena “provare” la via ardua ed “eccitante” della castità: non tanto e non solo per “castigare” gli impulsi, ma per “amare oltre l’istante e oltre l’istinto”, ovvero nella logica di quell’amore oblativo che vince narcisismi ed egoismi di varia natura, essendo nelle aspirazioni e nelle attese più profonde di ogni uomo e di ogni donna, nell’indole, cioè, della stessa arte di amare. Non posso non ricordare, al proposito, che il 21 giugno 2015 (memoria di san Luigi Gonzaga, appunto), papa Francesco, dialogando a braccio con la gioventù accolta a Torino nel bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco, così rispondeva a Chiara, che gli domandava conto delle “delusioni d’amore”:

«Io non vorrei fare il moralista – esordiva il Santo Padre – ma vorrei dire una parola che non piace, una parola impopolare… L’amore è nelle opere, nel comunicare, ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto. E a voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarsela bene, fare la bella vita, io vi dico: siate casti, siate casti… Tutti noi nella vita siamo passati per momenti in cui questa virtù è stata molto difficile, ma è proprio la via di un amore genuino, di un amore che sa dare la vita, che non cerca di usare l’altro per il proprio piacere. E’ un amore che considera sacra la vita dell’altra persona: io ti rispetto, io non voglio usarti, io non voglio usarti! Non è facile. Tutti sappiamo le difficoltà per superare questa concezione “facilista” ed edonista dell’amore. Perdonatemi se dico una cosa che voi non vi aspettavate, ma vi chiedo: fate lo sforzo di vivere l’amore castamente!».

Per i giovani di oggi, a Calcio, a Pumenengo e a Santa Maria… una sfida imperdibile!

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2026