LA PAROLA AL PARROCO, 5 luglio 2026

IL DIAVOLO SI CONFESSA: L’ESTATE… E’ LA MIA VENDEMMIA

Questa volta il parroco azzarda mettersi metaforicamente “nei panni” del diavolo, per entrare nel suo modo di pensare, che è certamente perverso, ma assolutamente “logico” o «loico», come scrive Dante Alighieri nella sua Commedia, là dove attribuisce al “nero cherubino” – in contesa con san Francesco d’Assisi che vorrebbe salvare l’anima di Guido da Montefeltro – una reazione piena di supponente ironìa: «Forse tu non pensavi ch’io loico fossi» (Canto XXVII dell’Inferno, v.122); che, in forma più prosaica, significa: «Probabilmente tu non immaginavi quanto io sia ragionatore sottile e rigoroso!». Eccomi, pertanto, nella mente del demonio “loico”, sottile e rigoroso ragionatore… per sventare le sue trame subdole, denunciare i suoi inganni e le sue vigliaccate, prevenire i suoi malefici artifici. Dunque, secondo me, il diavolo si “confesserebbe” più o meno così.

«Innanzitutto la mia non è una confessione: non potrei mai abbassarmi a quell’assurdo esercizio di autolesionismo che voi credenti praticate per farvi perdonare da Dio. Anche se mi piacerebbe un sacco! Non fosse altro che per sfogare l’invidia da cui sono divorato quando voi, disgustati del vostro peccato, cercate di nuovo Dio: e Lui vi butta le braccia al collo ed effonde, sulla vostra vita indegna e nauseante, i baci della sua misericordia. Una scena pietosa, che mi fa morire di rabbia e mi riempie di gelosìa. Dunque, torniamo a noi. La mia “diabolica” specializzazione? Tentarvi. Cioè… indurvi a compiere il male. Così che vi facciate del male. Le mie vittime? Voi, naturalmente: bambini e adulti, giovani e anziani, uomini e donne, preti e laici, sani e malati, sposati e single, colti e analfabeti… Insomma, ci provo con tutti e non mi fermo davanti a nessuno. Ho “tentato di tentare” perfino Cristo. Che impresa! Se fossi riuscito a “far crollare” Lui, avrei “messo nel sacco” anche tutti voi. E non crediate che la tentazione sia un’operazione semplice. Direi, all’opposto, che è una vera e propria “arte”. Mi insinuo, innanzitutto, in quella parte di voi
mortali che si chiama “sensibilità”: faccio in modo che i vostri sensi, debitamente suggestionati, percepiscano tutto ciò che ripugna alla vostra coscienza (dove Dio ha sempre troppa “voce in capitolo”) come qualcosa di estremamente desiderabile e, perciò, irrinunciabile. In particolare, cerco di convincervi che Dio, con le sue teorie assurde sulla rinuncia, sul sacrificio, sull’eternità… è pregiudizialmente contrario ad ogni piacere della vita, e che, per rendere felice Lui, dovete rassegnarvi a rimanere infelici voi. Quando sono riuscito ad insinuarvi il tarlo della sfiducia… il gioco è fatto. E’ una strategia di sicuro successo. E’ stato così all’inizio della vostra storia, con Adamo ed Eva, e la tattica funziona ancora perfettamente. E’ una gran soddisfazione allontanarvi da Lui: anzi, questo è lo scopo della mia frenetica attività. Vi separo da Dio, vi divido gli uni dagli altri e perfino in voi stessi, rendendovi schizofrenici, abbandonandovi, poi, in una terribile solitudine. Una meraviglia di perversione. Un vero inferno! Oh, intendiamoci: i vostri peccati non sono colpa mia. Io sono “logico” e rigoroso. Non vi costringo: vi “monto la testa” e basta. Anche
il vostro Dio ne è persuaso: e chiede conto a voi delle vostre cadute. In effetti io non potrei mai tentarvi al di sopra delle vostre forze: me lo impedisce Lui. Ma Dio si fida molto di voi, e quindi accetta che siate messi alla prova: perché vi vuole liberi. Siete figli suoi. Del resto quel “sentimento innominabile” che Lui chiama “amore” non potrebb esistere senza libertà e fiducia. Un’esperienza di cui, lo confesso, ho una nostalgia struggente: poiché non conosco se non l’odio. L’unica soddisfazione che mi resta è precipitare anche voi nell’abisso della mia infelicità. E l’estate – ve lo assicuro – è la mia vendemmia: tempo di raccolti sovrabbondanti!».

Ecco, appunto: “L’estate è la vendemmia del diavolo!”. E non c’è nulla di umoristico in una tale drammatica constatazione.
L’espressione (“L’estate è la vendemmia del diavolo!”), in realtà, è attribuita a san Giovanni Bosco, preoccupato per i ragazzi
e i giovani abbandonati a se stessi durante le vacanze scolastiche, girovaghi senza meta, rassegnati ad “ammazzare il tempo”
senza interessi e senza gioia: che oggi vedrebbe incollati ad un computer oppure in gruppo, concentrati ciascuno sul proprio smartphone, in un silenzio a dir poco patologico. Pericolosamente esposti alle seducenti e “logiche” argomentazioni del Maligno. Che, tuttavia, non risparmiano nessuno: neppure noi adulti.quale – assicura il Maestro – ci sarà dato “anche tutto il resto” (Mt. 6, 33).

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2026